Se andiamo indietro all’edizione del Premio Andersen 2019, tra quelli della terzina come Miglior libro 0/6 anni, c’è un piccolo volume, edito da Kalandraka Italia.
E’ un albo da me molto amato e del quale allora non riuscii a parlare in maniera accurata per questione di tempo.
Sono felice che questa narrazione, seppure minima nel suo sviluppo, sia stata inevitabilmente compresa in tutta la sua potenzialità.

Mi sto riferendo a Nina e Teo di Antonio Ventura e Alejandra Estrada, come ho già detto edito da Kalandraka Edizioni, e già menzione speciale del IX Premio Internazionale Compostela per Albi Illustrati.
Un piccolo gioiello, nei toni pieni e caldi dei suoi pastelli rossi, gialli e verdi. Colori primari, che tratteggiano figure ad un tempo sfuggenti e fitte di dettagli.
Figure che si muovono in fretta, come sanno fare solo i bambini o i felini (il coprotagonista della storia, Teo, è un gatto).

Nina regge sulle gambe un albo illustrato, che vuole a tutti i costi leggere al suo compagno di giochi, Teo. Perché Nina sa che lui è in grado di comprenderla, di capire cosa senta, probabilmente più di chiunque altro lei abbia intorno.
Animali e bambini: sodali di tante narrazioni per l’infanzia che hanno illuminato la storia della sua letteratura.
Animali bambini, bambini animali, esseri misteriosi di una realtà – quella della fanciullezza e quella delle storie che ne colgono il senso profondo – all’interno della quale i confini sono assai fragili e i personaggi che la popolano sembrano transitare da una dimensione all’altra senza lacerazioni o fratture.

Uno sfondo color crema sul quale le figure paiono sprofondare, rende alla perfezione l’atmosfera ovattata di perfetta concentrazione che prende i bambini quando sono immersi in qualcosa che li assorbe completamente.

Il gesto rassicurante che porta a rileggere le stesse pagine anche se ormai si conoscono pressoché a memoria, è ancora una volta la rappresentazione sapiente di un mondo infantile avvicinato in maniera delicata ma estremamente fedele.
Non sappiamo da subito che libro attragga le attenzioni di Nina. Solo a poco a poco l’autore – Antonio Ventura – ci rivela di aver voluto rendere omaggio con le sue pagine ad una grande classico quale è Ernest e Celestine, di Gabrielle Vincent.

Come i pensieri di Teo, il gatto, trovano spazio sulle pagine del libro, così la storia di Ernest e Celestine sembra tracimare dall’albo che la bambina trattiene a stento fra le mani. E il mercato del pesce che i due iconici protagonisti di Vincent attraversano nel libro schiuso sul pavimento, giunge a solleticare col suo odore acre le sensibili narici di Teo.

“Nina e Teo” si delinea come una commistione totale e prolifica di mondi. Quello dell’infanzia con il suo desiderio di storie che finiscono per intrecciarsi in maniera indissolubile con la realtà fino a perderne, nella mimesi più totale, i confini ed i riferimenti. Quello dell’infanzia con il mondo animale e il suo sentire istintivo ed estremamente emozionale. E poi il mondo della letteratura che si sovrappone con il nostro immaginario perché tra le mani Nina avrebbe potuto avere uno qualsiasi dei libri che hanno segnato la nostra comune infanzia.
Lunga vita all’albo illustrato e alla letteratura per l’infanzia.
©ZazieVostok